
Volendo, Professione poeta, può essere inteso come un blog e in una delle sue parti certamente lo è, essendo - tra l'altro -
definito tale.
In realtà io credo che il blog inteso come lo è stato fino ad ora sia un concetto in parte superato. Che tutto ciò che vive grazie ad internet sia
meglio definibile se ci si inoltra verso una radice più profonda: quella che individua il mezzo (internet) come strumento di comunicazione.
Questa comunicazione, salendo un po' più in superficie, si può chiamare col nome che più ci aggrada, blog o altro, o qualunque nome ci sembra possa rappresentare
la nostra personale forma di comunicazione tra noi e... "il resto", tra noi e gli altri e tra noi e noi, cosa che a volte capita anche se magari non ci facciamo
molto caso.
Quando ho provato a fare di Professione poeta un blog canonicamente inteso, c'era sempre qualcosa che finiva col suonarmi un po' stonato. E così è stato
anche quando ho provato a farne un sito, anche questo "canonicamente" inteso, che non prevedesse alcuna forma di possibile interazione.
Alla fine mi sono ritrovata nella forma che vi trovate di fronte nel momento in cui mi state leggendo.
Con tutta l'abbondanza che naviga nel grande mare internettiano, lungi da me anche solo il pensiero di aver trovato qualcosa di nuovo o di diverso.
E' una forma che mi fa sentire di poter dire, e quindi comunicare, tutto quanto mi sta a cuore, e nelle diverse sfaccettature di cui possono necessitare
i momenti o gli argomenti per esprimersi con me e tramite me.
Se proprio dovessi definire questo particolare frutto del mio lavoro (Professione poeta, ndr.), al momento potrei dire solo è che un discorso aperto,
e già mi pare tanto.
Anna