

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo per quanto sta in te:
non sciuparla nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e un via vai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro in balìa
del quotidiano gioco degli incontri e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.
Costantino Kavafis
Ero indecisa su come intitolare questa argomentazione. Quando ho scelto l'argomento su cui scrivere avevo pensato al titolo
"La poesia è viva". Poi mi è sembrata una scelta non priva di ripetitività e ho desistito, replicando - come titolo dell'intervento -
la prima riga della poesia di Kavafis.
Questo però non mi esime dal pensarlo, che la poesia è viva, nonostante - o forse grazie a... - l'argomento su cui vado a soffermarmi.
Leggete la poesia di Kavafis e provate a pensare, per un attimo, ai tempi attuali, a quelli che stiamo vivendo e in cui nessuno
può fare a meno di guardare al decadimento dei costumi in cui versano i vertici della nostra società o in cui dimostrano di versare,
stando ai fatti che ci vengono raccontati dai giornali.
Si tratta di un argomento - a mio avviso - imbarazzante e che affronto con imbarazzo, non per i contenuti di quanto leggiamo
sulle pagine dei quotidiani nazionali (e non solo), quanto perchè sono estremamente sottili le linee di confine tra l'osservare e il
giudicare, tra il parlare e il sentenziare, tra il riconoscere per ognuno di noi la libertà di essere ed agire ed il negarla - automaticamente -
proprio nel momento in cui quei confini così labili si superano e si giudica anzichè osservare, sentenziando anzichè parlare.
La poesia di Kavafis mi sembra quindi che ci venga incontro e ci aiuti, non tanto a parlare di un'attualità che tutti abbiamo sotto
gli occhi, ma a trarne spunto per una rinnovata riflessione sui valori con i quali vogliamo o possiamo o sappiamo "condire" la nostra vita.
Forse ci può aiutare anche osservarne la concreta fattibilità e la possibilità di messa in pratica dei suggerimenti che sembrano arrivare dalla poesia.
Nel 2011, in un mondo definito dai più "globalizzato" (anche se forse non lo sarà mai del tutto), con la facilità di "incontro con l'altro" che
ci troviamo a vivere, in ogni aspetto della nostra vita, non possono che sorgere delle domande:
E' possibile comportarsi come la poesia suggerisce?
E' saggio farlo?
E se non saggio, è utile?
Queste le prime domande che mi sono posta io stessa e alle quali ho cercato di dare una risposta.
Al momento, però, le lascio ai visitatori di questo blog, come domande aperte.
Grazie per l'ascolto e a presto, con la seconda parte di questo argomento.
- Anna Perrino
- Testo inserito il 30 Gennaio 2011

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