Perchè la poesia...
Per una volta parliamo di noi

Ovvero di Professione poeta, di Random e di InTour.

Ho deciso di affrontare questo argomento perché capita spesso che i visitatori del sito mi scrivano chiedendomi alcune cose che, alla lunga, comincio a pensare se le chiedano anche coloro che - pur visitando il sito - non si soffermano a scrivere direttamente la loro impressione.

Cosa mi viene chiesto, dunque?

Per quanto riguarda InTour, le domande riguardano direttamente i poeti. Mi si chiede come mai sono così pochi, perché quelli e non altri, perché un solo poeta per nazione visto che molte letterature vantano un ben maggior numero di "nomi" da menzionare se il viaggio deve considerarsi tale.

Per Random, la richiesta più frequente riguarda le argomentazioni con un ben dichiarato "to be continued…" e poi continuate non lo sono e comunque riguardano l'incompiutezza a prescindere di alcune che potevano essere continuate e approfondite ulteriormente.

Di tutte queste domande e impressioni, poste sempre in modo garbato e incoraggiante, ringrazio - innanzitutto - perché sono stimolo non solo a migliorare nell'andare avanti ma anche a chiarire, cosa che tento di fare ora, risultando così costruttive e benefiche per la qualità del sito stesso e di ciò che propone.

Quando ho ideato la forma attuale di Professione poeta, era la conclusione di un lavoro di ricerca, di un giusto equilibrio tra forma e sostanza che era durato alcuni anni che, finalmente, aveva preso il giusto verso.

Nella forma che vi trovate di fronte, finalmente mi riconoscevo. Parlava un linguaggio che sentivo come mio e mi sono avviata in un discorso, iniziato con le prime pagine del sito, che mi è piaciuto affrontare fin da subito, iniziato con piacere.

Le domande che mi vengono poste ora, me le sono posta anch'io nel corso dei mesi successivi ai "primi passi" in questa nuova forma.

Quando si cerca l'espressione giusta attraverso la combinazione di forma e di sostanza accadono, almeno secondo me e almeno a me, degli avvenimenti osservabili con un certo chè di interesse.

Se il risultato di forma e di sostanza non soddisfa, non rispecchia interamente quanto di sé si vuole "portare al mondo", le riflessioni che accompagnano - inevitabilmente - il cammino che si è intrapreso, portano a mettere in discussione tutto fino allo smantellamento, concreto ed effettivo, di quanto si era creato, alla ricerca di un insieme migliore. Così era stato fino a questa versione di Professione poeta.

Quando, all'incontrario, per quante riflessioni si possano elaborare e domande ci si possano porre, non si può fare altro che constatare l'esattezza dell'espressione attuale, allora inizia un nuovo e differente lavoro di ricerca. Questo lavoro nuovo, riconoscendo l'esattezza della base su cui ci si ritrova, cerca il modo migliore per viverla, per crescere e migliorare muovendosi al suo interno e proseguendo il cammino iniziato nel momento in cui la forma giusta era stata trovata.

Mi riferisco, con tutta evidenza, alle pagine di Professione poeta che vi trovate di fronte ora e così come ve le trovate. All'interno di queste pagine, di questa rappresentazione di forma più sostanza, si muove un essere umano, io.

Questa è stata la prima risposta che mi sono data quando ho cominciato a pormi le domande che in un secondo tempo avete poi proposto anche voi, ed è la prima delle risposte con cui cerco di soddisfare anche i vostri perché.

Se non si riempiono meccanicamente le pagine di un sito ma le si vive come un percorso (magari anche di comprensione), ecco che un essere umano qualunque ha bisogno di tempo: per pensare, riflettere, decidere la direzione migliore. Ma anche per accantonare momentaneamente un argomento trovando ci sia qualcosa di più urgente da esprimere, o perché si pensa che il tempo che trascorre possa consentire di affrontarlo o proseguirlo con maggiore compiutezza.

Questo è quanto accade con Random.

Per quanto riguarda InTour, più o meno la "regola" è la stessa con la variante che amo scegliere dei poeti di cui conosco meno, rispetto ad altri, e che mi piace poter conoscere ed approfondire, poterne studiare l'opera e il pensiero.

Uno per ogni nazione per due ragioni:

la prima è quella appena detta, uno è alla portata di chi vi sta proponendo il tutto e può essere uno stimolo, per il visitatore a sondare, chiedersi e ricercare autonomamente, come probabilmente è successo a chi mi ha suggerito altri nomi di una stessa nazione.

La seconda ragione fornisce anche la seconda risposta alle vostre domande: il percorso iniziato è, per l'appunto, iniziato e non concluso.

Col tempo proseguiranno le riflessioni sui vari poeti di InTour sia con le argomentazioni di Random. Sono passi, quelli che trovate, che vogliono lasciare spazio al cammino futuro o quanto meno all'idea che chi lo propone se ne è fatta di mese in mese, chiedendosi come vivere e proseguire al meglio ciò che stava proponendo.

Emergono, da queste due prime risposte, alcune possibili sintesi:

1) Lavoro umano;
2) Qualità o ricerca di…
3) Tempo e durata lungo il tempo.

Ne aggiungo un'ultima: la calma.
Mi chiedo regolarmente, praticamente ogni volta che aggiorno il sito (quindi mensilmente) se il tutto non sia ormai anacronistico, fuori da un tempo in cui spesso - almeno questa è l'impressione di chi vi scrive - la quantità di bit prende il posto dell'intenzione di qualità che muove la creazione di ognuno di quegli stessi bit. Non ho la risposta. Se è vero che ogni cammino inizia con un primo passo, diciamo che mi sto preoccupando che i passi di questo particolare cammino rispecchino chi li compie e possano essere sicuri nel loro movimento.

Grazie per l'attenzione,