Perchè la poesia...
Scrittura e interiorità

In questa dissertazione di Random vorrei provare ad affrontare un'argomentazione che trovo interessante: la possibilità di esprimere la propria interiorità attraverso la scrittura e la sua utilità, non solo per chi già ama scrivere o ha già provato a cimentarsi col pensiero su questo genere di riflessione, ma anche per tutti gli altri, quelli di noi che non ci hanno pensato fino ad ora.

Utilizzare la scrittura per andare a ricercare una migliore espressione per la nostra interiorità potrebbe sembrare - a prima vista - un paradosso.

Nella realtà che ognuno di noi vive quotidianamente, l'interiorità si manifesta e concretamente in ognuna delle cose che facciamo, nelle azioni che compiamo, nelle parole che pronunciamo e in ogni scelta. Si manifesta - naturalmente - anche quando e se non vi facciamo caso o quando pensiamo che questo non accada.

Manifestiamo noi stessi costantemente e continuamente.

Perché, dunque, può essere utile effettuare un lavoro di ricerca per migliorare o "addirittura" individuare la nostra espressione interiore?

Perché la manifestazione di noi stessi sia il più possibile originata da consapevolezza, da quella che possiamo auspicare come piena conoscenza di noi stessi.

La conoscenza è la fonte prima di ogni scelta che possa essere considerata vera. Nel caso della conoscenza di noi stessi, le scelte di cui stiamo parlando spaziano dalle più semplici scelte comportamentali, incidono nei nostri rapporti interpersonali e costruiscono (letteralmente, proprio come fanno i mattoni a costruire una casa) tutta la realtà che ci circonda e di cui siamo parte anche solo con la nostra presenza.

Si tratta di vera e propria scelta, qualunque azione che noi compiamo, sia che siamo consapevoli di noi sia che non lo siamo. Anche quando pensiamo di "subire" una qualunque situazione stiamo effettuando una scelta di cui abbiamo piena responsabilità e questo accade anche quando gli eventi ci portano sofferenza.

Conoscere se stessi quanto più possibile aiuta ad agire e ad interagire nel modo migliore che noi sappiamo in qualunque momento della vita, sentendoci quello che comunque ed effettivamente siamo: i protagonisti della nostra vita, ognuno la sua.

La ricerca che andiamo ad effettuare vuole portare un piccolo contributo per una maggiore consapevolezza di se stessi, concentrandosi - tra i molti strumenti che ognuno può avere a propria disposizione, sulla scrittura. Questa può aiutare molto bene a focalizzare in modo più chiaro ai nostri stessi occhi la vastità immensa (e probabilmente insondabile nella sua interezza) del nostro mondo interiore: quel mondo fatto di tutti i nostri sentimenti, dalle emozioni, ma anche da ansie e da paure spesso inespresse, e - a volte - pregno di tanta verità riguardante noi stessi che, per assurdo, nemmeno noi conosciamo completamente e non di rado vediamo rivelata grazie all'esercizio costante di mettere nero su bianco i nostri pensieri imparando - col tempo - a coglierne l'essenza, liberandoli dalle molte sovrastrutture che gravano su ognuno di noi come macigni.

Con la scrittura può avvenire tutto questo, possiamo imparare ad essere noi stessi che andiamo alla ricerca di noi stessi, di quella verità interiore che impariamo a riconoscere un gesto dopo l'altro. Nel nostro caso: parola dopo parola, qualunque sia la forma in cui le componiamo nei nostri esercizi di scrittura.

A questo punto occorre porci un'altra domanda: è necessario fare tutto questo?

Lo è nella misura in cui si sente di aver bisogno di re-incontrare se stessi. Perché di "incontro a nuovo con se stessi" si tratta, di un nuovo cercarsi per una conoscenza più profonda di sé.

Nel corso dell'esistenza di ognuno di noi arriva più e più volte un momento in cui è necessario "diventare grandi": due parole che vogliono riassumere, nella semplicità della loro formulazione, il divenire stesso di ognuno di noi durante l'arco di una vita intera, che porta a fare il punto - di tanto in tanto - portando a chiederci chi siamo, chi o come siamo stati, o chi o come vogliamo essere da quel momento in poi.

Sono momenti in cui è auspicabile sapersi fermare per un istante di riflessione grazie alla quale ritrovare un essere se stessi rinnovato e ci si re-incontra, ci si riconosce nuovamente nella maturazione data dalle esperienze vissute e da tutte le scelte che fino a quel momento si sono effettuate.

Imparare a lasciarsi andare nell'utilizzare la scrittura come strumento per agevolare il nostro re-incontrarci, aiuta a trovare un metodo accessibile a tutti ed in qualunque momento oltre che sempre unico, essendo la scrittura un mezzo estremamente personale e che per questo ci calzerà sempre a pennello, in qualunque momento della vita noi vorremo farne uso.